COME REALIZZARE UNA VETRINA CHE VENDE? Parte II

COME REALIZZARE UNA VETRINA CHE VENDE? Parte II

La vetrina non è solo creatività, si basa su elementi tecnici, percettivi e strategici.

In questa seconda parte dell’articolo parleremo di :

  • percorso visivo
  • organizzazione degli spazi di pieno e vuoto
  • creazione di triangolarità e profondità
  • comunicazione in vetrina

5. Tieni sempre a mente il percorso visivo da compiere.

Tenete presente che l’occhio umano compie generalmente degli spostamenti ben definiti. Lo sguardo in vetrina, partendo dal centro, altezza occhi (1,50/1,60m), tende ad andare verso dx, poi a sx, poi verso il basso ed in fine verso l’altro. Lo schema sotto riportato ti aiuterà a capire meglio come si sposta l’attenzione di chi osserva la vetrina:

Da questo schema potrai trarre tanti suggerimenti sul come posizionare i prodotti ed elementi scenografici. Dovrai accompagnare il passante in una danza armonica all’interno della vetrina, affinchè nessun angolo della stessa resti inesplorato.

Una vetrina è come un quadro e l’occhio va accompagnato nell’esplorazione dello stesso. Se vorrai approfondire l’argomento, ti suggerisco di leggere l’articolo nel seguente link:

http://www.cultorweb.com/Comp/PercorsoVisivo.html

 

6. Organizza gli spazi di pieno e di vuoto in vetrina.

Così come accade all’interno dei punti vendita, in cui il prodotto esposto ha necessariamente bisogno di spazi “vuoti”, in cui gli occhi possano riposare e l’attenzione essere risollecitata, così anche in vetrina la regola dei pieni e dei vuoti è fondamentale.  

Tutto si riconduce al punto 1) – “non riempire troppo la vetrina”.

L’occhio umano perde d’interesse se è costantemente coinvolto nell’osservazione di qualcosa, quindi dai il giusto spazio ad ogni elemento, senza mai dimenticare gli spazi di “riposo”, di vuoto.

Per chiarirti il concetto ti farò un esempio extratemporale di ciò che accade ogni giorno. Ognuno di noi avrà un amico, un collega o un parente logorroico, vero? Benissimo, i logorroici parlano, parlano e parlano, che tu sia interessato o meno loro parlano. Nel loro fiume di parole, neanche si rendono conto di aver perso la tua attenzione alla seconda frase. Ora, immagina di essere al teatro o davanti ad un film, gli attori delle pause ne fanno un’arte, se pronunciassero le stesse battute di fila, senza mai cambiare tono di voce, sarebbero alla stregua del logorroico, ma invece no, le pause donano significato alle conversazioni, danno loro un fascino e ci costringono a mantenere alta l’attenzione. Ora, perdonami la metafora, ma spero tu abbia capito il senso di ciò sopra descritto. Crea spazi di decompressione, fai respirare questo povero cliente, così come in vetrina anche all’interno, dagli il tempo e modo di percorrere liberamente lo spazio, senza avere la sensazione di soffocare.

7. Crea triangolarità e profondità.

Per ogni vetrina è fondamentale non solo il cosa, ma anche il come esporre.

Una fila di manichini sulla stessa linea sarebbe interessante quanto una vetrina vuota.

Imparate a creare triangolarità e profondità in vetrina.

Cosa avrò mai detto? No, non avrai bisogno di una laurea in ingegneria per capire il concetto, tranquillo.

Per triangolarità intendo dire che per creare una vetrina interessante è fondamentale giocare di altezze diverse, triangolate in maniera corretta, vale a dire porre  l’elemento più alto al centro (o appena decentrato come suggerito nel punto 3) e sistemare lateralmente gli altri elementi più bassi. Questo schema è alla base di ogni vetrina.

Es. di triangolarità in vetrina

La profondità invece la otterrai distribuendo in prospettiva i manichini o gli elementi scenografici, come fossi in un quadro, senza mai dimenticare il senso di marcia del cliente (se ce ne fosse uno che prevalesse), vale a dire tenendo presente che, se la maggior parte del flusso di persone arriva da dx, allora decentrerai la vetrina verso sx, così da renderla più visibile e viceversa.

Es. vetrine in cui la profondità è abilmente  realizzata

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Osserva come vengono distribuiti gli elementi scenografici dalla base, sono tutti sfalsati e a distanze diverse dalla vetrina, mai in fila. Tutto in perfetta armonia, così come in natura, “la perfezione nel caos apparente”.

 

 

 

 

 

 

 

La posizione della scala, delle due scatole sovrapposte ma leggermente scostate, il posizionamento del prodotto, nulla è lasciato al caso, ma tutto è sapientemente esposto ed organizzato nello spazio e angolato diversamente per creare movimento in vetrina.

 

 

 

8. Comunica in vetrina.

Che si tratti di saldi, di nuovi arrivi, di un prodotto speciale, di Natale o qualsivoglia altra festività, promozione o lancio, potrai comunicarlo in vetrina.

Questo ti permetterà di creare una “call to action” (come piace definirla oggi ai marketer), e cioè una reazione immediata del cliente ad uno stimolo abilmente veicolato, nella speranza che si trasformi in vendita.

Infatti, non dimenticarlo,  in vetrina potrai usare anche parole, segni, immagini, dispositivi e luci per catturare lo sguardo e dare un messaggio immediato e perché no, fare interagire il cliente con il punto vendita stesso. Ma delle nuove tecnologie mi occuperò in un altro articolo, perché i nuovi scenari meritano di essere discussi con la dovuta attenzione.

La lista delle buone practices in vetrina in realtà non finirebbe qui, ma dal momento in cui non vorrei fare la fine dell’amico logorroico, ritengo che i punti fin ora discussi siano alla base di ogni buon lavoro.

Il punto fondamentale da ricordare è che dietro ad una vetrina non dev’esserci l’ansia di esporre tutto, di farti notare a tutti i costi o, peggio ancora, di esporre dei prodotti giusto per riempirla, perché allora sarebbe di gran lunga più utile oscurarla con una gran bella vetrofania.

La vetrina è parte integrante di una strategia globale che dovrebbe far parte integrante di qualsivoglia attività, dalle piccole alle grandi realtà.

La vetrina è un potente mezzo di comunicazione, il più vicino al cliente; l’attenzione che dobbiamo riporre nel suo allestimento dev’essere massima, così come massimo dev’essere il pensiero che ne è alla base.

Se avrai voglia di continuare ad affrontare questo argomento e capire come ragionare quando ti ritroverai solo davanti ad una vetrina vuota o, peggio ancora, male allestita, allora continua la lettura. Ti racconterò un esempio realmente accaduto nella mia carriera.

Dovevo allestire per un cliente uno spazio decisamente grande per il numero di prodotti offerti. Uno spazio che, oltre ad essere negozio, era anche ufficio, agenzia di servizi e sede di tre altre attività, un vero caos. Cosa offrivano? Mi ci sono voluti giorni e giorni per capirlo! Sostanzialmente realizzavano personalizzazione di gadget vari (cover, penne, block notes, zaini, biglietti da visita, etc..) ed in più offrivano una serie di servizi potenzialmente utili a qualsiasi attività commerciale, ad es. distribuzione di volantini, organizzazione eventi, costruzione siti, CEO, SEM etc.. , oltre ad essere centro di stampa digitale.

Io avrei dovuto occuparmi delle vetrine. Bene, immaginate la situazione? Ve la descrivo io…non si aveva internamente un’idea precisa di cosa si volesse comunicare, né di cosa si volesse esporre, per cui, da semplice vetrina, il lavoro si è trasformato in coordinamento d’immagine a 360° ma, tralasciando questo aspetto e tornando sulle vetrine, cosa mi ha aiutato a realizzare il lavoro finale?

Ma “semplice”, un’idea precisa di cosa volevo fare!

Dopo aver riordinato le idee, dato una linea di immagine coordinata aziendale (sito, FB, IG, biglietti da visita, brochure informative sui servizi etc..) ho analizzato il prodotto disponibile in magazzino e ho deciso di creare delle grafiche, con un tema che potesse aiutare il cliente a non perdersi nella miriade di oggettini potenzialmente disponibili. Ho selezionato alcuni gadget ed ho deciso che la prima vetrina avrebbe avuto come tema i cani, la seconda il mondo dello sport, poi il mondo dell’ufficio etc..

Grazie al focus su di un solo tema, ho selezionato solo alcuni prodotti, li ho fatti personalizzare con scritte/immagini studiati ad hoc per quel tema e solo dopo ho pensato alla realizzazione della vetrina.

prima

dopo

Caro lettore, la vetrina non è una lastra di vetro attraverso la quale posso “dare un’occhiata al negozio” o soffermarmi a guardare il prodotto esposto, la vetrina è uno spazio strategico in cui si devono studiare, sintetizzare e materializzare tutte le tecniche, le analisi, le proiezioni e le strategie di marketing. Un luogo fisico in cui incarnare la propria identità di marca.

Si realizzano vetrine per portare il passante nel proprio mondo, emozionarlo, affascinarlo, incuriosirlo e solo successivamente stimolarlo ad entrare in questo mondo sapientemente “descritto” in vetrina ed indurlo all’acquisto.

Fare una vetrina è alla portata di tutti, fare una vetrina efficace è la vera sfida.

Buona fortuna!

Unicorno, Cartone Animato, Blu, Ragazzo Unicorno

 

 

Monica Minervini

15 anni di esperienza in Visual Merchandising. La visione globale del business, l'esperienza di anni sul campo in diversi settori quali moda, accessori e arredamento, la continua ricerca, la formazione e la passione, al servizio di chi vuole costruire una forte brand reputation.

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